domenica 1 maggio 2011

La donna cannone - Francesco De Gregori

Una vera e propria poesia.

3° Concorso di scrittura The Fantasy World

E' stato ufficialmente bandito il 3° Concorso di scrittura del forum The Fantasy World, aperto a tutti i racconti inerenti al FANTASTICO in tutte le sue forme (fantasy, fantascienza, horror, fiabe e sottogeneri vari). Se siete quindi appassionati del genere e della scrittura, vi invito a visionare il bando. Saremo contentissimi di leggere i vostri racconti :-) 
E anche qualora decideste di non partecipare vi invitiamo in qualità di giuria popolare a leggere i racconti che saranno visibili sul forum a partire da Venerdì 1 Luglio 2011 e a votare il migliore :D

sabato 16 aprile 2011

Ho sempre saputo che ti passa davanti agli occhi tutta la vita nell'istante prima di morire. Prima di tutto, quell'istante non è affatto un istante: si allunga, per sempre, come un oceano di tempo. Per me, fu... lo starmene sdraiato al campeggio dei boy scout a guardare le stelle cadenti; le foglie gialle, degli aceri che fiancheggiavano la nostra strada; le mani di mia nonna, e come la sua pelle sembrava di carta. E la prima volta che da mio cugino Tony vidi la sua nuovissima Firebird. E Janie, e Janie... e Carolyn. Potrei essere piuttosto incazzato per quello che mi è successo, ma è difficile restare arrabbiati quando c'è tanta bellezza nel mondo. A volte è come se la vedessi tutta insieme, ed è troppa. Il cuore mi si riempie come un palloncino che sta per scoppiare. E poi mi ricordo di rilassarmi, e smetto di cercare di tenermela stretta. E dopo scorre attraverso me come pioggia, e io non posso provare altro che gratitudine, per ogni singolo momento della mia stupida, piccola, vita. Non avete la minima idea di cosa sto parlando, ne sono sicuro, ma non preoccupatevi: un giorno l'avrete.

(American Beauty - monologo finale)

martedì 15 marzo 2011

Diario dal Giappone

Ormai sappiamo tutti del recente sisma che ha colpito il Giappone, e a questo proposito ci tengo a segnalare un blog che ho scoperto di recente grazie ad un utente di Anobii:
Chi lo scrive è un uomo che vive in Giappone da sette anni e che, giorno dopo giorno, descrive con grande delicatezza l'evolversi della situazione. 

Ti vergogni di essere italiano?

Tra qualche giorno sarà il 150° anniversario dell'unità d'Italia, e la situazione del nostro paese non è certo delle migliori. C'è un generale e condivisibile clima di sfiducia nelle istituzioni, nel Governo, e spesso si sente pronunciare la fatidica frase mi vergogno di essere italiano, e a questo proposito vorrei condividere un articolo apparso sul Corriere della Sera un po' di tempo fa, e che mi ha molto colpito. Devo dire che fino a pochi anni fa, capitava anche a me di pensarlo. Poi ho smesso. Come potrei vergognarmi dell'Italia? Ha attraversato alti e bassi nel corso della Storia, alcune cose sono criticabili, e odio la situazione attuale, ma è sufficiente questo a farmi affermare una cosa del genere? Casomai è il contrario, a volte è praticamente impossibile non sentire una forma di innocente orgoglio montare nel proprio animo. Un orgoglio innocente, che ti fa pensare con affetto e ammirazione all'Italia, e non quella superbia che ti fa sentire superiore (ci mancherebbe altro!).  La situazione attuale è drammatica, e far finta che tutto vada bene non è patriottismo, ma idiozia. Io all'Italia continuo ad essere legata in un modo particolare, pur amando intensamente fanche altri paesi e altre culture. Forse perchè ci sono nata, e proprio perchè amo l'Italia la situazione attuale la odio ancora di più. Di questo si deve essere indignati, ma non dell'Italia in tutta la sua totalità. E' per questo che non riesco a vergognarmene.  So anche che i cambiamenti avvengono, nel bene e nel male, che lo si voglia o no. Negarlo non serve a niente. Ma nonostante questo, spero che in futuro non resti dell'Italia solo il nostalgico ricordo di una bellezza sfiorita.
Dopo questa parentesi personale, ecco l'articolo di cui parlavo:

DA IL CORRIERE DELLA SERA LUNEDI' 17 GENNAIO 2011
IL PATRIMONIO DELL'ITALIA
di RAFFAELE LA CAPRIA

Ogni volta che riesco a comporre una frase ben concepita, ben calibrata e precisa in ogni sua parte, una frase salda e tranquilla, nella bella lingua che abito, e che è la mia patria, mi sembra di rifare l'unità d'Italia e insieme di rendere omaggio al sublime lascito dei patrii numi».
«Voi c'ascoltate in rime sparse il suono / di quei sospiri ond'io nudriva il core / in sul mio primo giovanile errore / quand'ero in parte altr'uom da quel ch'io sono».
Ogni volta da questi versi di Petrarca, io mi lascio incantare. Non so sottrarmi al fascino che esercita su me la lingua italiana, anche perché so quanto è difficile praticarla, e certo anche per questo amore della lingua, non capisco chi dice, come molte volte ho sentito: mi vergogno di essere italiano. Quando lo sento dire alla mia disapprovazione si aggiunge un senso di ribellione. Ti vergogni? Ti vergogni di Leonardo, ti vergogni di Michelangelo?
dell'Ariosto e di Leopardi? Di Galileo, di Vico, di Machiavelli? E quando senti la musica di Vivaidi, il brano di un'opera di Puccini, o Il coro dei Lombardi di Verdi, questa musica non ti dice niente? Non senti che essere italiano fa parte di tutto questo?
Dici che la mia è solo retorica, e che tu ti vergogni del malcostume- e di come funziona male la nostra democrazia? Allora fai qualcosa, datti da fare per migliorarla. Essere italiano non riguarda solo la democrazia, il Risorgimento, e tutte le anomalie che puoi legittimamente criticare, ma è qualcosa che supera le storture della nostra storia e le trascende.
E' retorica per te la lista dei Grandi che potrei allungare ben oltre quella che ho fatto? Non rappresenta l'Italia? L'Italia tutta, dal Nord al Sud? E non esprime qualcosa di superiore, che si fonde in una comune idea di Bellezza che è solo nostra, di una Bellezza Italiana, diversa da ogni altra? Che abbiamo distribuito a piene mani in Europa e nel mondo? E quando te ne vai in giro per il nostro Paese non ti commuovono i luoghi e i paesaggi, le chiese e i monumenti? E quando tu entri in una delle cento città che sono in se stesse un'Opera d'Arte, come Venezia, cosa provi? E le bellissime piazze, che scopri arrivando da una stretta stradina e che ti si aprono all'improvviso in tutta la loro magnifica scenografia? Ti è mai capitato di trovare nella chiesa di un paesino, un capolavoro, ricordato in ogni Storia dell'Arte? E le solenni rovine, Pompei, Paestum, il Foro, le testimonianze del passato che spuntano da ogni parte, non ti dicono nulla?
Lo Stato che non funziona, la Nazione divisa, sono la conseguenza di una storia infelice, lo so, ma parallela a quest'altra che sto rivendicando, che anch'essa ha lasciato segni. I Grandi che ho nominato, quelli che hanno fatto l'Italia com'è, innalzando cupole e chiese, inventando l'opera buffa e il melodramma, si sono manifestati e rivelati al mondo quando, distratti dall'Italia del proprio tempo, si sono rifugiati nel sogno della propria Opera. Essi sapevano che l'Italia - era una «nave senza nocchiero e in gran tempesta», ma col tempo quello che crearono si rifletté sul Paese tutto, gli diede un'anima, e «Viva Verdi», per me vuoi dire ancora «Viva l'Italia». Nel tempo delle guerre fratricide, quando Firenze era in lotta con Arezzo, e Pisa con Siena, quando a ondate successive gli eserciti di Carlo VIII, di Luigi XII, di Francesco I portavano morte e desolazione, e i lanzichenecchi profanavano le chiese di Roma, loro, i Grandi Maestri, lavoravano solitari e davano così al nostro devastato Paese la dignità che aveva perduto. E mentre il sangue scorreva fuori nelle strade - io immagino - Piero in San Francesco dipingeva la battaglia di Cosroe eternandola nella calma luce imparziale che lui stava scoprendo; e a Roma Michelangelo, disteso sul dorso, dipingeva un Adamo uscito dal suo pennello come dal dito di Dio.
Anche in anni non lontani, dopo la guerra, dalle rovine fumanti nacque come per miracolo un nuovo modo di fare il cinema e Rossellini, De Sica e i registi del neorealismo svelarono al mondo qual era la vera Italia. Questa è la storia d'Italia che io così mi racconto... Tu dirai che è retorica. Ma l'Italia, per me è un sentimento. Per me dire Italia, essere italiano, vuol dire tutto questo.

mercoledì 2 marzo 2011

Il Cigno Nero - impressioni

Nell'attendere questo film, da una parte ero impaziente, dall'altra, non so perchè, avevo un lieve timore di rimanerne delusa. Timore infondato: Aronofsky non mi ha delusa per niente! 
E' riuscito a creare un film di grande impatto visivo, che infonde un senso di ansia e angoscia per tutta la sua durata, e sulle meravigiose note de Il Lago dei Cigni si crea un mix perfetto.
I temi presenti in questo film, come lo scontro di personalità, non sono certo nuovi, ma è il modo in cui vengono affrontati che fa la differenza, e l'impronta di Aronofsky è un marchio distintivo qui come negli altri suoi film, anche se, a dir la verità, sono proprio i suoi film iniziali che continuo a preferire di gran lunga. Tuttavia, anche questo merita di essere visto.
La bellezza che possiamo trovare nella danza si contrappone ad una ricerca della perfezione che conduce alla follia e all'autodistruzione. La protagonista cerca in tutti i modi di essere un Cigno Nero perfetto, ma alla fine, simbolicamente rappresentato in una graduale metamorfosi, è il Cigno Nero che prende il sopravvento su di lei, portandola alla distruzione. Distrutta dallo stesso sogno che inseguiva. Una lotta contro se stessa dalla quale esce sconfitta. Motivo non nuovo nel cinema di questo regista.
Altro punto a favore de Il Cigno Nero è indubbiamente l'interpretazione di Natalie Portman. Sapendola candidata all'Oscar mi aspettavo qualcosa di buono, ma è anche andata oltre alle mie aspettative. La Portman è stata bravissima, è entrata perfettamente nel ruolo, e l'Oscar che alla fine si è aggiudicata risulta essere meritatissimo. 
 

sabato 12 febbraio 2011

Il Cigno Nero in arrivo nelle sale italiane!

Chi mi conosce sa bene quanto ami Darren Aronofsky.
Dopo aver esordito con successo  meritatissimo con Pi Greco - Il Teorema del Delirio, la sua strada è continuata tra alti e bassi, ma personalmente trovo i suoi film decisamente validi. Una filmografia breve, ma che merita molto. Come si suol dire: pochi ma buoni! Requiem for a Dream e The Fountain - L'Albero della Vita sono senza ombra di dubbio i due che preferisco. The Wrestler, che gli è valso la Palma d'Oro nel 2008, è forse il più conosciuto dal grande pubblico, mentre gli altri continuano a restare, purtroppo, abbastanza "di nicchia". Da parte mia, The Wrestler, è stato quello che ho apprezzato meno. Nulla da dire per la storia e il personaggio, apprezzabili anche alcune scelte di regia, ma il tutto nell'insieme non mi ha lasciato nulla. E' stato per me uno di quei film che si guardano una volta e si dimenticano. Dopo questa piccola parentesi introduttiva, entriamo nel dettaglio de Il Cigno Nero, che uscirà nelle sale italiane il 18 febbraio. 
Film ambientato nel mondo del balletto, racconta la storia di una giovane ballerina, Nina (Natalie Portman), alla quale viene affidata la parte di Odette in una rappresentazione de Il Lago dei Cigni. Nina risulta essere perfetta per il ruolo di Odette: delicata, fragile, innocente... ma che dire di Odile, il Cigno Nero? Appassionato, sensuale, seducente... il ruolo risulta non essere alla sua altezza, e per questo Nina entra in competizione con un'altra ballerina che potrebbe rimpiazzarla: Lily (Mila Kunis). Per  avere il ruolo, Nina comincia a sondare le parti più profonde del suo essere per far emergere il suo lato oscuro, e diventa presto vittima dell'ossessione.
Il film ha ricevuto diverse critiche al Festival del Cinema di Venezia dell'anno scorso, ma ora, leggendo le recensioni, ho trovato commenti parecchio positivi. Un altro personaggio tormentato che viene paragonato  a Randy di The Wrestler, e l'intero film, oltre a porre l'accento sul dualismo dell'essere umano, viene sentito come una sintesi di tutti i temi affrontati finora da Aronofsky. 
La colonna sonora, è ancora una volta composta da Clint Mansell, e visto che ho adorato il suo lavoro per Requiem for a Dream e L'Albero della Vita ho molte aspettative a riguardo, specialmente considerando che abbiamo un Clint Mansell che incontra Tchaicovsky! 
Che dire? Non vedo l'ora di essere al cinema! 
Mi farò risentire una volta che avrò visto il film. Nel frattempo, ecco il trailer italiano: